CORONAVIRUS – LE NOVITA’ E LE FRAGILITA’ SISTEMICHE

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CORONAVIRUS – LE NOVITA’ E LE FRAGILITA’ SISTEMICHE

Buongiorno a tutti, eccoci arrivati all’appuntamento settimanale con l’aggiornamento. 

Aggiornamento che diventa sempre più doloroso, non solo per il numero di vittime che sta continuando a crescere, ma anche per una serie di dinamiche che non stanno migliorando, né in Italia né a livello internazionale. 

Quindi anche questo sarà un post prospettico.

È anche l’unica cosa che si può fare, considerato che i dati sono ormai inaffidabili da giorni e giorni, sempre più disomogenei tra una regione e l’altra, per non parlare tra i differenti Stati, e non è che si possano fare grandi analisi sui valori assoluti. Si possono fare altre considerazioni in merito, e tra poco vedremo quali. 

La pandemia procede esponenzialmente a livello globale. Siamo ormai oltre i 500.000 casi certificati nel mondo, come sappiamo probabilmente molto di più. Se da noi negli ultimi giorni l’aumento dei contagi è stato relativamente lineare, sappiamo che da altre parti non è così. Penso per esempio a Stati Uniti, Spagna, Germania. 

È una pandemia che mette completamente in crisi il sistema a più livelli, e anche nelle sue fondamenta.

Perché lo fa? Appunto, perché è esponenziale. Sono esponenziali i contagi, di conseguenza i malati gravi, di conseguenza i morti. E la quarantena progressiva e sempre più totalizzante crea problemi a catena, quindi che si amplificano in modo esponenziale, a livello economico. Nel mezzo, c’è il tessuto politico e sociale, che è mastodontico, complesso, pertanto stabile e non costruito per reggere e modificarsi agilmente all’interno di dinamiche così ampie e volatili.

Consiglio a tutti il libro “Il Cigno nero” di Taleb proprio per approfondire la non linearità a livello psicologico, sociale, finanziario. 

Gli Stati Uniti da ieri sono i primi al mondo come numero di contagi, e le cifre di Germania e Spagna galoppano, insieme alle nostre. 

È interessante notare anche il dato normalizzato per milione di abitanti, e in questo caso i primi tre paesi al mondo sono l’Islanda, il Lussemburgo, la Svizzera. (Le fonti sono in fondo al post)

In Italia ieri c’è stato un nuovo aumento di contagi, mentre il numero di morti si è mantenuto stabile. Questo incremento dipende probabilmente dal fatto che sono stati eseguiti più test. In Lombardia stanno lievemente aumentando negli ultimi giorni, e in teoria dovrebbero essere ancora incrementati. A livello territoriale la fragilità nell’affrontare la situazione è evidente. 

Gli ospedali alla fine hanno tenuto e stanno tenendo. Perché? Perché negli ospedali c’è già una struttura logistica consolidata, e triplicare o quadruplicare i posti letto di un reparto da un lato richiede grande organizzazione e grande sacrificio, ma si tratta di ampliare un “modulo” che funziona già. Se si parlasse di imprenditoria, diremmo che si tratta di “scalare il modello di business”. Ovvero, moltiplicare quello che c’è già e funziona per scalarlo e sfruttarlo al massimo.

Sul territorio questo modello funzionante non c’era, tra burocrati, enti che si frappongono tra il paziente, le sue necessità e il suo medico, disorganizzazione generale, scarsa attitudine all’alacre lavoro da parte dei burocrati, non abituati ad affrontare situazioni emergenziali.

E così la rete di aiuto doveva essere costruita da zero.

Ed è stato fatto solo in parte. In questo caso non c’era un modello già funzionante da scalare, bisognava inventarlo con le risorse (mi riferisco soprattutto alle risorse umane) già esistenti, cercando di rispondere all’ondata esponenziale dei contagi e quindi delle necessità. Impossibile, senza una chiara, autorevole e autoritaria catena di comando dall’alto. E infatti è in assoluto la parte più critica nella gestione di questa epidemia. 

Lo vediamo dai pochi tamponi implementati in tutti questi giorni, dai mezzi di protezione per i medici che ancora non ci sono, dall’ossigeno domiciliare che scarseggia (e questo è fornito dalle farmacie, questo fa capire ancora una volta la frammentazione della situazione), dalle unità emergenziali di medici e infermieri che dovevano nascere per monitorare e assistere i pazienti a casa, che ancora non sono partite, dalla gestione del paziente in miglioramento che però deve stare in quarantena, con tutti i controlli del caso. Ecco, tutto questo non sta funzionando come dovrebbe. A livello strategico invece sarebbe stata la prima cosa da fare. Primo perché istituire dei laboratori ad hoc per poter eseguire più test è sicuramente più facile che costruire nuove terapie intensive, secondo perché per il rallentamento della pandemia isolare i positivi e i loro contatti è strategico. 

Terzo, perché i medici sono i nodi fondamentali della rete terapeutica, e quindi possono diventare molto facilmente anche nodi contagianti. 

Per fare questo, cosa sarebbe servito come prima cosa?

È un po’ contro-intuitivo pensarci, e credo che solo chi è interno al sistema come un medico possa avere un’idea del genere, ma la prima cosa da fare è alleggerire o azzerare la burocrazia. Togliere lavoro ai burocrati in modo che si possano dedicare a quel che serve. Togliere lavoro ai medici di medicina generale in modo che si possano concentrare sul necessario. 

E invece cos’è stato istituito? Un numero verde, poi un altro, altri passaggi di consegne, nuovi percorsi diagnostico-terapeutici al pc, codici diagnostici, e chi più ne ha più ne metta. Ovviamente, più intermediari ci sono, più la trasmissione dell’informazione diventa lenta, il rumore aumenta e il segnale si perde. Il problema è che in questo caso il segnale è una richiesta di aiuto da parte del cittadino.

Vediamo come la teoria dell’informazione, e i concetti scientifici più prospettici ci aiutino in questo caso. Andiamo avanti proprio con questi. 

Ogni paese, ogni gruppo più o meno articolato di persone, è un sistema di sistemi. Ognuno di noi è un sistema complesso, con le sue dinamiche e funzionamenti. Un gruppo, un’istituzione, una regione, un paese, sono tutti sistemi di sistemi. 

In un sistema complesso, tutti i processi possono essere rappresentati da reti. Le reti hanno dei nodi, che elaborano e smistano informazioni (facciamo un paragone semplice: nella rete ferroviaria i nodi sarebbero le stazioni dei treni), e dei collegamenti tra i nodi (nella rete ferroviaria, i binari), che trasportano le informazioni e i messaggeri. Ci sono binari più o meno efficienti e “pesanti”, ovvero impattanti sulla rete, e dei nodi più o meno centrali. È intuitivo capire che se si blocca la stazione di Bologna è peggio che se si blocca quella di Voghera, ammesso che esista. 

Bene. I medici, gli infermieri e il personale sanitario sono la stazione di Bologna in questa rete pandemica. Perciò come deve essere essere la stazione di Bologna? Sicura, in grado di accettare e far partire tutti i treni, messa in condizione di poter agire come infrastruttura. 

Quali sono le altre stazioni importanti, dal punto di vista sanitario? C’ho pensato e ho formulato qualche ipotesi.

Andrebbe fatta una modellizzazione matematica usando proprio la scienza delle reti. L’ho proposta a due professori, vediamo se potremo sviluppare insieme qualcosa. 

Un’altra stazione sono i servizi essenziali rimasti aperti. Le poste, le banche, eccetera. E con loro gli impiegati, chi ha contatti col pubblico, e così via. 

La terza e a mio parere più importante stazione centrale è costituita dalle fabbriche ancora rimaste aperte. Lì la concentrazione del rischio è puramente geografica e deriva dalla commistione degli spazi. 

Ecco, su questi tre ambienti bisogna porre la massima attenzione.

È come se a livello politico sentissi un po’ di rassegnazione mista a stanchezza, mentre secondo me le cose possono ancora migliorare, e siamo ancora in tempo a modificare alcuni paradigmi gestionali in modo utile. 

Ad esempio appunto pare che i tamponi stiano aumentando. 

E questo cosa comporterà verosimilmente? Un aumento di casi nei prossimi giorni. E noi come reagiremo quindi? Il mio suggerimento è: razionalmente. 

Come faremo a capire il “senso” del valore assoluto dei nuovi casi positivi?

Aiutandoci con quattro dati:

  1. Numero di tamponi effettuati.
  2. Percentuale dei positivi. Considerate che la sensibilità dei tamponi in uso attualmente è del 70-80%, ovvero il 70-80% di chi ha il coronavirus viene individuato dal tampone, ed eravamo arrivati in Lombardia a positività del 66%. Era un’ulteriore prova del fatto che il tampone veniva eseguito solo ai casi più gravi.
  3. Percentuali relative alle persone contagiate in modo lieve, moderato e grave. È ovvio che se in proporzione aumenterà la % dei positivi con sintomi considerati lievi, vorrà dire che finalmente stanno facendo quel che devono fare: testare chi è a casa.
  4. Di conseguenza, anche la percentuale dei morti sul totale dei contagi. Questo è il numero che mi auguro che scenda il prima possibile. È il numero più doloroso in assoluto. Deve diminuire sia in senso assoluto che relativo.

Ecco. Vediamo quindi come il dato assoluto non abbia molto valore, ma vada correlato e ponderato anche con altri indicatori. 

Ecco. Vediamo quindi come il dato assoluto non abbia molto valore, ma vada correlato e ponderato anche con altri indicatori. 

Voglio dare anche una notizia positiva: pare che non ci siano re-infezioni nei macachi che vengono di nuovo esposti al virus. È stato condotto uno studio che ha concluso proprio questo (fonte sempre in fondo). Speriamo che sia lo stesso anche per noi esseri umani. 

Bene, credo di aver analizzato la parte sanitaria, ora è proprio necessario affrontare almeno brevemente il problema istituzionale, politico ed economico. 

Nella rete del sistema-paese, infatti, la sotto-rete sanitaria è solo una delle componenti, che si intreccia con quella istituzionale, politica, sociale ed economica del paese. 

Come si stanno comportando le istituzioni?

Servirebbe un libro e adesso non abbiamo tempo. Cito solo due cose: il Ministro della Salute Speranza. Dov’è? Lui nell’esempio di prima sarebbe il capostazione di Roma Termini. Qualcuno ha avuto comandi chiari da lui? 

Un altro aspetto: la Protezione Civile. È stata giustamente chiamata in Lombardia, per fortuna relativamente presto. 

Ha consentito l’arrivo di più mezzi di protezione, i lavori di ampliamento degli ospedali, un aiuto al presidente della regione Fontana (altro capostazione di dubbia efficacia, e mi fermo qui).

Detto ciò, per me il fatto che 12 funzionari della Protezione Civile, più Bertolaso positivi al coronavirus, e Borrelli in dubbio, sono l’emblema del fallimento istituzionale nel fronteggiare quest’epidemia. 

Fallimento finora, voglio avere ancora delle speranze.

Veniamo alle altre istituzioni, e quindi alla parte più politico-economica.

Ora: ci sono fior di creativi che hanno commentato l’ennesima modifica di quel fantastico modulo di autocertificazione per uscire di casa (grazie, davvero, siete mitici!), quindi ancora una volta limiterò il mio sarcasmo. MA. Come diavolo è possibile? Siamo al quarto modulo? Al quinto? Ma perché!

Se ci badate, questa è LETTERALMENTE la burocratizzazione dell’atto respiratorio. Vuoi, e più che altro devi, uscire di casa e di conseguenza respiri aria ambientale e non domestica? Bene, ti rendiamo un bambino delle elementari che deve compilare fogli (almeno c’è da scrivere e non da fare un disegnino), che cambiano continuamente, e ti rendiamo con le piccole cose la vita un po’ più incerta e un po’ più difficile. E un po’ più burocratica. Così lo stato acquisisce più potere, e tu cittadino ti infantilizzi, quasi non fossi senziente. A questo proposito, consiglio di leggere il filosofo Ortega Y Gasset che ha proprio parlato di questi meccanismi massificatori e infantilizzanti. 

Però è più importante il Cigno Nero di Taleb, inizia da lì. 

Ecco. In tutta questa attenzione così fondamentale a un modulo in cui ogni volta cambia qualche virgola, dove sono gli aiuti promessi? Che già sono ampiamente insufficienti. Dov’è l’assistenza e la garanzia per i bambini e i loro diritti? Come si può avere quella fantastica mancia di 600 euro o l’aiuto minimo per il congedo parentale? No perché ancora i meccanismi per attuare quel mini decreto non ci sono. E anche qui qual è il problema? Che si vogliono implementare in fasi di piena emergenza modelli burocratici inefficienti, rendendoli ancora più inefficienti, invece di cambiare modello e facilitare tutto. Ad esempio, non si capisce come mai l’Agenzia delle Entrate possa entrare nei conti correnti solo per controllare, prelevare, bloccare, ma non per versare. 

Sarebbe molto semplice. In questo caso sì che servirebbe un’autocertificazione. Hai figli? Sì? Ok, dammi l’IBAN, ecco il congedo parentale. Sei autonomo? Sì? Ok, dammi l’IBAN anche se lo so a menadito, che se posso crearti problemi in nome della lotta all’evasione fiscale lo faccio, ma comunque dammelo per comodità, così ti do la tua mancia. Hai un’azienda con delle spese fisse? In questo caso ti arrangi, nei 25 miliardi praticamente non c’è niente da fare per te. 

Tranquillo, sono Gualtieri, Ministro dell’Economia, capostazione di Roma Tiburtina. Probabilmente non ho letto il Cigno Nero di Taleb, non ho capito cos’è una curva esponenziale. Pertanto credo che l’Italia avrà un deficit di solo qualche punto di PIL. Andrà tutto bene. Tanto sei italiano no? Allora una soluzione la troverai. Noi siamo il popolo dell’ingegno, il popolo che sta depositando brevetti sopra la media dell’unione europea, il popolo in cui un medico e un ingegnere si sono inventati un modo per trasformare una maschera da snorkeling della Decathlon in una CPAP funzionante. Ce la farai anche tu.

Pare che stanzieranno altri 25 o 50 miliardi. Ah, beh. Gli altri stati, compresa la Spagna, predispongono o già attuano piani dai 200 a 1000 miliardi (con la punta dei 2000 miliardi degli USA), e noi stiamo chiedendo in ginocchio all’UE 50 miliardi. Quando solo in queste settimane abbiamo perso 52 mld di indotto. Per fortuna Conte ieri sera, con l’aiuto di Spagna e Francia, ha battuto i pugni sul tavolo. 

Evito di entrare in altre questioni UE che comunque sto seguendo, primo perché sono un medico e tengo a far risaltare più la parte sanitaria, secondo perché ci sono tantissime considerazioni da fare, e intrecci internazionali che si leggono tra le righe (un esempio? L’intervento di Monti, e poi quello dai contenuti opposti di Draghi del giorno dopo, pubblicato sul Financial Times, ovvero su un giornale americano. Sono dettagli che contano). Siamo all’interno di dinamiche dalla portata storica. 

Ecco, più o meno siamo in queste mani qui. 

Con l’OMS che da certi punti di vista è la grande, grandissima assente. Adesso pare che abbiano convocato un G20 apposito, in videoconferenza, per correre ai ripari. 

Qual è qui il problema? Lo stesso. È una struttura mastodontica, non agile, non preparata e strutturata per affrontare emergenze esponenziali. 

Lo ripeto, perché è il punto centrale di tutto. Questa pandemia sta mettendo in crisi il nostro sistema, costruito per essere lineare e stabile, perché la linearità non può nulla contro l’esponenzialità. 

L’unico modo per arrestare una curva esponenziale è anticiparla. 

Praticamente quello che hanno fatto con la quarantena e il lockdown totale. Che non sono sufficienti ma sono un importante passaggio “terapeutico”. 

Quindi, concludendo, siamo all’interno di un evento dalla portata storica. La consapevolezza di questo rende forse più difficile la nostra reazione individuale, perché ci sentiamo all’interno di eventi e dinamiche più grandi di noi. Dall’altro lato, ci consente potenzialmente un’evoluzione individuale e collettiva importante. 

Questo lo vedremo nel futuro.

Nel presente, che è l’aspetto più fondamentale, cerchiamo di adattarci, di pensare al qui e ora. Credo che adesso, a tre settimane di distanza dal lockdown, sia veramente iniziato il momento di sfruttare e sviluppare la nostra resilienza. 

E allora faccio un invito al respiro, alla lentezza, alla consapevolezza, alla gratitudine per ogni istante passato da persone sane.

Possiamo vivere ed esperire ogni istante.

Ce la faremo. 

Fonti:

https://www.worldometers.info/coronavirus/?fbclid=IwAR17CDtLk79zmKfp3963l3fCXFVh-shVRgglZ3dqkmmyd7Wwea4xBRQzcLU

https://covid19.lbreda.com/

https://infogram.com/coronavirus-per-regioni-1h7v4p8713j86k0?live&fbclid=IwAR1JJhHp9rARsAFMUfdKJwK57KmTJKxNogY9n59etfavLl4NICTTtVIkwL4

https://ec.europa.eu/info/live-work-travel-eu/health/coronavirus-response_en#statistics

https://www.ft.com/content/c0755b30-69bb-11ea-800d-da70cff6e4d3

https://www.ft.com/content/c6d2de3a-6ec5-11ea-89df-41bea055720b

http://opendatadpc.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/b0c68bce2cce478eaac82fe38d4138b1

https://ec.europa.eu/info/live-work-travel-eu/health/coronavirus-response_en#statistics

https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2020.03.13.990226v1?fbclid=IwAR0c8eAko5MSx8qe680JbAIOAnKyRJJfUEzSRnWTCLrKN2p7KSc-8zPzwD4

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