L’esperimento della stanza cinese di Searle…

L’esperimento della stanza cinese di Searle…

Oggi ti voglio parlare dell’esperimento della stanza cinese di Searle.

 

Nel suo libro Il mistero della coscienza, che ti consiglio perché è fantastico, Searle parla di cos’è la coscienza, di come possiamo affrontare il problema, e fa una critica, diciamo anche molto piccata – quindi c’è del pepe, in questo libro – a tutti i suoi colleghi contemporanei. Per farlo inizia con l’esperimento della stanza cinese.

 

Ora, cosa dice l’esperimento della stanza cinese di Searle?

 

Searle si immagina di essere in questa stanza. Premessa: lui non conosce assolutamente niente di cinese. Proprio zero, zero, zero completo. Dall’esterno, gli vengono forniti alcuni simboli, che sono praticamente gli ideogrammi cinesi. Questo, se vogliamo fare un paragone informatico, è il database. Sempre dall’esterno, gli danno altri simboli, che sono in cinese. Queste, dal punto di vista informatico, sono le domande. Molto gentilmente ha anche a disposizione un testo con delle regole. Ovviamente le regole in informatica cosa significano? Significano algoritmo. Possiamo chiamarlo anche software, programma, eccetera eccetera.

 

Con queste regole Searle, ma in generale ognuno nella stessa situazione, può agire e compiere operazioni sui simboli.

 

Ora, Searle è molto diligente. Esegue il programma, opera operazioni su questi simboli e fornisce all’esterno delle risposte. Queste risposte sono le azioni che il programma fa. Quindi qual è il suo argomento, che è il principale risultato dell’esperimento della stanza cinese? Il suo argomento è geniale ed è: lui esce dalla stanza che ha risposto benissimo a tutte le fantastiche domande, ma continua a non sapere una parola di cinese!

Continua a non capirne assolutamente niente, e questo perché? Perché ha operato in base a regole che gli sono state fornite dall’esterno, tutto gli è stato fornito dall’esterno. Non ha effettuato nessun passaggio proprio. E qui notiamo una differenza fondamentale tra un sistema che può essere complicato come un computer e un sistema complesso.

Infatti il sistema complicato opera in modo per certi punti di vista attivo, ma effettua solo operazioni sulla base di dati che gli vengono forniti dall’esterno. Tutto gli è fornito dall’esterno, non inventa niente. Mentre, nel sistema complesso, avviene la cosiddetta emergenza, il fenomeno emergente. Cioè viene sviluppata una caratteristica, una risposta, qualcosa, che prima non esisteva, che non era neanche prevedibile, e che tra l’altro non può neanche essere spiegata sulla base delle proprietà esistenti. Quindi è proprio un salto nuovo. E’ qualcosa che il sistema produce e che prima non c’era. E lo fa in modo attivo, secondo le sue regole. Non secondo regole che gli hanno impostato dall’esterno.

Quindi qual è la conclusione di Searle e della sua stanza cinese? La conclusione è che il computer non opera sulla semantica ma opera sulla sintassi. Quindi non arriverà a capire assolutamente niente né di cinese, né di linguaggio di programmazione, né di nient’altro.

Searle dice: il computer opera sulla sintattica, sui segni. La mente, la nostra mente, ha invece una semantica, e la sintassi non è la stessa cosa, e non è di per sé sufficiente alla semantica.

Aggiungo io che la semantica emerge dalla sintassi così come la mente emerge dal cervello, e così come il cervello emerge dal corpo.

 

Spero di averti incuriosito, per qualsiasi domanda scrivimi pure nei commenti!

 

Per capire perché lo studio della coscienza è fondamentale in medicina e per scoprire come possiamo curarci in modo efficace ho scritto il libro Medicina Coerente. Scopri di che si tratta!

 

 

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